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Lotto 759 - Asta numismatica «Cesare»

Base d'asta:
7.500,00 EUR
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Roma, Alessandro Severo, Sesterzio, 223, AE (20,65g x 31mm); D/ IMP CAES M AVR SEV ALEXANDER AVG; busto laureato, drappeggiato e corazzato. R/ PONTIF MAX TR P II COS P P; S C; il Colosseo; a sinistra, tre figure e la Meta Sudans; a destra, un tempio. RIC 410; BMC 157; Coh 468 – Estremamente Rara – Pochissimi esemplari conosciuti; apparentemente l’unico esemplare in circolazione. Bel modulo ottimamente centrato. Ex Busso Peus 388 (2006), lotto 1134. “Finché esisterà il Colosseo, esisterà anche Roma; quando cadrà il Colosseo, cadrà anche Roma; quando cadrà Roma, cadrà anche il mondo” - (Profezia di Beda il Venerabile, VIII secolo). Il Colosseo, o Anfiteatro Flavio, nome con il quale era conosciuto all’epoca, è il più grande anfiteatro al mondo ed era in grado di contenere probabilmente fino a 75000 spettatori. A decidere la sua costruzione fu Vespasiano, il capostipite della dinastia flavia, iniziandone i lavori nel 72. Tali lavori vennero conclusi sotto il principato di Tito, il quale inaugurò finalmente l’anfiteatro. Roma già da tempo si prodigava con i giochi dei gladiatori ma dopo l’assedio di Gerusalemme e il conseguente saccheggio del famoso tempio di Salomone, l’imperatore Vespasiano decise di elevare ad un nuovo livello lo spettacolo dei combattimenti nella capitale. Con buona probabilità, i blocchi di marmo utilizzati per costruire le fondamenta dell’anfiteatro furono gli stessi portati a Roma dopo lo smantellamento del tempio di Gerusalemme. Nel 1813, infatti, fu trovato un blocco recante un’epigrafe piuttosto esplicativa, probabile iscrizione sopra uno degli ingressi: “Imp (erator) Caes (ar) Vespasianus Aug (ustus) / amphitheatrum novum / ex manubis fieri iussit”. “L’imperatore Cesare Vespasiano Augusto fece erigere il nuovo anfiteatro con il provento del bottino”. (CIL VI, 40454a2.) Il Colosseo, chiamato così per via della vicinanza con la Statua (Colosso) di Nerone, ha avuto una vita piuttosto turbolenta. E’ stato restaurato più volte nel tempo a seguito di varie sventure. Inizialmente, durante la sua inaugurazione, l’anfiteatro poteva essere persino allagato per rappresentare le naumachie, i combattimenti navali, ma probabilmente già subito dopo gli interventi di Domiziano, l’anfiteatro perse questa opzione. Già sotto Nerva e Traiano il Colosseo ebbe bisogno di essere restaurato, mentre i primi veri lavori si ebbero solo con Antonino Pio. A seguito di un incendio, nel 217, innescato forse da un fulmine, l’anfiteatro fu chiuso per cinque anni e i grandi lavori di restauro, iniziati da Elagabalo e portati avanti da Alessandro Severo, si conclusero solo con Gordiano III. Sono proprio questi ultimi due imperatori, infatti, a rappresentare sulle monete per la prima volta dai tempi di Vespasiano e Tito il grandioso Colosseo. Un edificio che sin dagli albori è stato apprezzato ed esaltato dai contemporanei e che, ad oggi, oltre ad essere nella lista dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO è stato anche inserito fra le Nuove sette meraviglie del mondo. “Taccia la barbara Menfi il prodigio delle piramidi, né il lavoro degli Assiri esalti più Babilonia; né siano celebrati gli effeminati Ioni per il tempio di Diana; l'altare dei molteplici corni faccia dimenticare Delo; né i Cari portino più alle stelle, con lodi sperticate, il Mausoleo proteso nel vuoto. Ogni opera cede dinanzi all'Anfiteatro dei Cesari, la fama parlerà ormai d'una sola opera al posto di tutte” - (Marziale, Liber de spectaculis, 1-7-8).

Grading/Stato: MB+

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Fine: 06 04 2018 17:00 CET

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